Le Città Difficili

Da dove sorgono queste città difficili? Quale guancia ci porgono? Queste atmosfere e partiture vivono nella nostra anima, allargata, e ognuna ci offre una domanda o un’occasione. Scorci, angoli, finestre da cui partire per un viaggio che non ha mete, semmai approdi, ed è mosso dall’instancabile anelito di tracciare fili invisibili e lasciarli scorrere tra le nostre dita…

(Cristina)

Nello spaziotempo vivo della scena, dove la materia è aria liquida, le nostre città difficili possono essere città invisibili dai nomi di donna, castelli nel cielo, castelli di sabbia, città reali nominate e mai nascoste, mondi alla rovescia, geometrie e rapporti, relazioni tra gli esseri non solo umani che le abitano…Colori e suoni, gesti, canti, voci di strada.

(Elisa)

Città, come percorsi individuali alla scoperta di tracce, desideri, sogni, suggestioni; come luogo di tanti luoghi in cui le forme, i colori, i fini cambiano a seconda dello sguardo. Difficili, per l’inadeguatezza a entrare nel profondo e saper leggere i segni che si celano dietro ogni pietra, ogni ponte, ogni casa, ogni via.

(Elisabetta). 

Alcune città immaginarie, ma molto vere nell’esprimere paesaggi dell’anima, dialogano con città reali trasfigurate dalla sensibilità di poeti che le rendono luoghi assoluti di incontro con se stessi su un piano più alto. Sono città difficili, specchi letterari di questo tempo che facile non è.

(Francesca)